4 cose curiose da sapere sulla vaca nonesa

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Non si può dire di essere dei buoni conoscitori della Val di Non se non si è stati almeno una volta su uno dei treni della ferrovia Trento-Malè, una linea nata più di cento anni fa che ancora oggi è parte integrante della vita e del paesaggio nonesi.

Che siate studenti e lavoratori assidui frequentatori della Trento-Malè o passeggeri occasionali che si trovano a sbirciare dal finestrino su uno dei treni che passando tra i vigneti della piana rotaliana, poi tra i meli della Val di Non portano su fino in Val di Sole, sappiate che ci sono alcune curiosità da conoscere su questa storica linea.

 

Una ferrovia storica

La storia della linea ferroviaria che attraversa le valli di Non e di Sole inizia più di un secolo fa, quando nel 1891 l’allora podestà di Trento Paolo Mazzurana propone di realizzare un complesso di tranvie elettriche per collegare il capoluogo alle valli trentine.

Nei primi del ‘900 il progetto si concretizza e viene costruita la linea elettrificata per la tranvia da Trento a Malè, che con i suoi 60 chilometri è all’epoca la più lunga in esercizio in tutto l’impero astro-ungarico.

ferrovia Trento Malé immagini storiche ILOVEVALDINON
Il primo convoglio arriva a Cles il 26 luglio 1909 e a Malè il 17 agosto, pensate che si impiegavano ben 4 ore per percorrere l’intera linea da Trento a Malè viaggiando in molti tratti in sede stradale.

 

La vaca nonesa

Sarà forse per la sua storia centenaria, la ferrovia in Val di Non è un’importante presenza nella vita dei nonesi e non solo, e possiamo dire anche parte integrante del paesaggio della valle. Non stupitevi se sentite qualcuno chiamarla la vaca nonesa, è il soprannome che i nonesi usano per parlare affettuosamente del treno che ogni giorno collega le due valli alla piana di Trento.

Il simpatico appellativo pare sia nato quando le motrici dei vecchi convogli s’inerpicavano su per la valle lanciando lunghi e acuti fischi simili a un muggito.

 

I ponti

In tutto il percorso che dal capoluogo trentino si snoda tra la piana e le valli si attraversano ben 23 ponti, se provate a fare il viaggio con il naso incollato al finestrino noterete di certo quelli più spettacolari che sono proprio in Val di Non.

ferrovia Trento Malé ponte- Sara Manella ILOVEVALDINON 900

Superata la piana di Mezzocorona infatti, il percorso della ferrovia si insinua nella valle attraversando la Rocchetta per passare ben cinque volte sul fiume Noce che, soprattutto nella parte alta della valle, ha scavato la roccia formando una forra profonda più di 100 metri.

Superata la stazione di Dermulo e una breve galleria non staccate gli occhi dal finestrino, perché salendo sulla destra avrete una vista privilegiata sulla diga di Santa Giustina, nel tratto in cui si attraversa il canyon del Noce passando sul ponte costruito alla fine degli anni ‘50. Proprio lui è il più spettacolare di tutto il tragitto, ponte ad arco in cemento armato con una luce di 78 metri che supera la forra profonda in questo punto ben 140 metri.

 

La ferrovia oggi

Trasformata definitivamente da tranvia a ferrovia all’inizio degli anni ‘60 con molti lavori di ammodernamento, la linea continua ad essere oggi in piena attività, trasportando più di 2 milioni di passeggeri l’anno con punte di 6000 viaggiatori al giorno, tra studenti, lavoratori e turisti.

In esercizio ci sono ancora 4 elettrotreni Ansaldo della metà degli anni ’90 che si riconoscono subito per il loro design un po’ datato, affiancati dal 2005 da 14 elettrotreni Alstom di ultima generazione con accesso diretto alla stessa quota del marciapiede, un numero maggiore di posti a sedere e una velocità massima di 120 km/h.

ferrovia Trento Male stazione Trento-Sara Filippi ILOVEVALDINON

Oggi i treni diretti collegano Trento a Malè in 65 minuti, ne è stata fatta di strada se pensate alle quattro ore che si impiegavano con la tranvia!

Dal 2003 la linea è stata prolungata di altri 10 chilometri fino a Marilleva. In progetto c’è anche il prolungamento della tratta fino a Fucine nel cuore della Val di Sole, come era stato promesso ai comuni solandri già all’epoca della costruzione della prima linea all’inizio del secolo scorso.

 

 

Credits: per l’immagine di copertina e per le immagini del testo I Love Val di Non.

Redazione

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