4 cose che non vorresti mai vedere in montagna

montagna marco formolo

Quando si frequentano spesso sentieri e boschi si impara che il rispetto in montagna va sempre messo al primo posto. Purtroppo capita anche di vedere le conseguenze di comportamenti pessimi e quando succede la sensazione che si prova è ogni volta molto, molto spiacevole.

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Come succede sempre quando si ama molto un luogo o un ambiente, ci sono cose che non si vorrebbero proprio mai vedere. E anche per la montagna è così, chi la ama la rispetta moltissimo e fa di tutto per salvaguardare questo ambiente così particolare e delicato.

Purtroppo succede che anche sui monti a volte si debba assistere a dei pessimi comportamenti, conseguenze di ignoranza, superficialità, disattenzione, disorganizzazione e in certi casi proprio di maleducazione. A seconda della gravità, quando succede è comunque sempre molto spiacevole e per non tornare a casa con l’amaro in bocca si vorrebbe sempre fare qualcosa per porre rimedio.

Come accade spesso la cosa migliore da fare è sempre prevenire. Quindi cercate di trasmettere l’amore per la montagna anche ai più piccoli e anche a chi non conosce questo mondo, in modo che il rispetto in montagna sia sempre al primo posto.

 

Rifiuti abbandonati

La cosa peggiore che si possa vedere in montagna, su un sentiero, vicino a un lago, in un torrente, nel bosco, in un prato, sono i rifiuti abbandonati. È veramente inaccettabile e per fortuna non ci si abitua mai a vedere una bottiglia di vetro o una lattina abbandonata a 2000 metri.

Spesso chi abbandona rifiuti in quota con noncuranza, non ha la percezione che non ci sarà nessuno che verrà a raccoglierli. Proprio per questo sui sentieri di montagna non va lasciata alcuna traccia del proprio passaggio, e ogni tipo di immondizia va portata a valle nel proprio zaino.

La buona regola vale anche se si tratta di rifiuti biodegradabili, come fazzoletti di carta o rifiuti organici. Questo perché quell’ambiente naturale sarà frequentato da altre persone dopo il nostro passaggio, se lo lasciamo pulito anche loro potranno godere della sua bellezza incontaminata, proprio come noi.

Può succedere di incontrare altre persone lungo il sentiero e coglierle sul fatto, proprio mentre abbandonano cartacce o immondizia. Se questo succede, è buona regola invitarli a raccogliere i rifiuti e portarli a valle.

Se invece vi capita di trovare dei rifiuti abbandonati (se ovviamente non ci sono pericoli, tipo vetri rotti, o ferro molto arrugginito), una buona azione sarà raccoglierli e portarli a valle insieme ai vostri propri rifiuti.

Diverso è se si trova una vera e propria discarica a cielo a aperto: in questo caso va subito avvertita la Guardia Forestale o le autorità competenti.

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Fiori e piante danneggiati

Esistono molte specie di piante e fiori di montagna protette che non vanno raccolte o danneggiate.

Spesso non tutti ne sono a conoscenza, ma a volte c’è anche chi con mala intenzione ignora il divieto. Quindi raccoglie un fiore protetto magari per gettarlo pochi metri più avanti, o rovina il sottobosco in cerca di funghi, o arriva a incidere le cortecce degli alberi con noncuranza.

Sono tutti comportamenti ovviamente da evitare, e quando si cammina con dei bambini va loro insegnato come scoprire le bellezze della natura senza danneggiarla.

In alcuni casi può esserci ambiguità su quali fiori e piante siano realmente protette o se sia possibile raccoglierne solo alcune limitate quantità. Le regole e i divieti possono cambiare da regione a regione nell’arco alpino e nei parchi o nelle riserve naturali possono esserci norme particolari da rispettare.

Prima di raccogliere fiori e frutti nel bosco è quindi bene informarsi per capire quali sono le norme della zona. Nel dubbio, è sempre una buona regola non recidere fiori e piante, godere quindi del profumo e della bellezza senza danneggiarli.

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Segnaletica distrutta

La segnaletica sui sentieri è di fondamentale importanza per chi va in montagna, perché permette di seguire correttamente l’itinerario scelto e in molti casi evita proprio di perdersi.

Per questo motivo viene fatto un lavoro costante di aggiornamento, controllo e ripristino della segnaletica in tutte le sue forme: cartelli su pali, segnavia in vernice sulle rocce, paletti bassi, ometti in pietra.

Capita, purtroppo, di trovare alcuni segnali danneggiati, spostati o coperti. Gli ometti di pietre sono i più vulnerabili in questo senso, può infatti succedere di trovarli completamente distrutti. È comprensibile quando questo succede che la rabbia sia tanta, dato il grande lavoro e l’enorme utilità di questi segnali.

Si spera sempre che i danni non siano volontari o che questo succeda perché non si conosce la reale natura di questi segni, piuttosto che spinti da cattiva intenzione.

Se si trovano danni molto gravi a qualche segnale la cosa migliore da fare è segnarsi il luogo (il numero del segnavia, su quale sentiero si trova, a quale altitudine circa, vicino a punti di riferimento come malghe, rifugi, laghi, torrenti, cime) e farlo presente a chi si occupa della manutenzione della segnaletica. In Trentino si fa riferimento alla S.A.T. Società degli Alpinisti Tridentini.

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Danni e sporcizia in rifugi e bivacchi

Trovare riparo in un bivacco o in rifugio in montagna è a volte davvero una salvezza.

Se vi è già successo di essere sorpresi dal maltempo o di aver calcolato male i tempi e ritrovarvi ancora in quota al calar del sole, sapete benissimo quanto possa essere importante in questi casi trovare un riparo. E proprio per questo sapete che il rispetto di queste strutture è importantissimo.

E invece purtroppo, soprattutto nei bivacchi, che sono strutture aperte, gratuite e senza gestori sul posto (in certi casi se privati può esserci una chiave da richiedere a valle per potervi accedere) può succedere di trovare sporcizia, rifiuti, disordine, ingenti danni e a volte anche furto di attrezzature. Questi episodi non sono così rari come si possa pensare e ogni volta causano grande sconforto.

Se non si colgono i maleducati  o i malfattori sul fatto, purtroppo non c’è molto da fare se non segnalare gli abusi a chi è responsabile della manutenzione del bivacco.

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Credits: per l’immagine di copertina (Malga Flavona) Marco Formolo, per la quinta immagine del testo Giulia Graiff, per le altre immagini I Love Val di Non.

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