Come cucinare il tarassaco o dente di leone o cicoria dei prati

Con l’arrivo della primavera tutti i prati della Val di Non sono invasi dal bellissimo e intenso giallo del dente di leone, una pianta che fa bene ed è molto usata in cucina in Trentino. Se sei curioso scopri qui come cucinare il tarassaco.

Tutti i nomi del tarassaco

Cresce dappertutto in Italia, per questo tutti lo conoscono ma quasi nessuno lo chiama con il suo vero nome, che sarebbe per l’appunto tarassaco.

Tra i suoi tanti nomi il più comune è sicuramente dente di leone, in Val di Non anche chiamato dente di cane (in dialetto dentinchàgn), per la forma dentellata delle foglie. Ma viene anche detto piscialetto, per le sue proprietà diuretiche, o cicoria dei prati o cicoria selvatica, da non confondere con la cicoria comune che fa invece piccoli fiori color celeste.

Un altro nome molto diffuso è soffione, per quelle sue bolle pelose (che sarebbero le infruttescenze della pianta) che tutti almeno una volta abbiamo raccolto per soffiarne via i semi insieme alla speranza che si avverasse un desiderio.

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Come cucinare il tarassaco

Appena arriva la primavera in Val di Non… nente par dentinchàgni?! Sì perché, ci sono tanti modi creativi per utilizzare il tarassaco in cucina, alcune ricette sono di tradizione in Val di Non, ma è un ingrediente che si adatta bene anche a sperimentazioni. La parte più utilizzata sono di solito le foglie, sia cotte che crude.

In insalata

In Val di Non è tradizione mangiare il tarassaco fresco in insalata con uova sode e tocchetti di speck o pancetta. Un’insalata fresca, originale, completa e buonissima. Un piatto che ci piace tanto perché siamo affezionati al ricordo della nonna che in primavera tornava dai prati, si sedeva in cucina e con pazienza puliva i piccoli ciuffi verdi uno a uno. A dirla tutta, allora quelle foglie amare non ci piacevano un granché!

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Stufato

Un altro modo molto semplice per cucinare le foglie del tarassaco è stufarle in padella, come si fa con bietole e spinaci, con uno spicchio d’aglio e prima di servirle una spruzzata di limone.

Ma le varianti possono essere davvero tante, il tarassaco lessato è ottimo come ripieno di pasta fresca o di una torta salata, ma anche aggiunto in una frittata o in una zuppa.

Consigli

Il tarassaco da usare in cucina va raccolto all’inizio della primavera, quando le foglie sono piccole e tenere, prima della fioritura.

La foglia ha un sapore un po’ amarognolo, quindi se non siete amanti si consiglia di abbinarla con altri cibi dal sapore più dolce come carote, patate, zucca, ma anche ceci e altri legumi.

Si può utilizzare in cucina anche il miele di tarassaco, molti apicoltori in Val di Non producono la versione mista tarassaco e melo, quando i prati tra i filari dei meli in fiore sono tappezzati di denti di leone.

Se volete raccogliere il tarassaco e provare qualche ricetta state sempre attenti a scegliere un prato non coltivato lontano da strade, traffico e inquinamento. 

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Le proprietà del tarassaco

Non è solo un modo originale per stupire i vostri ospiti a cena, il tarassaco ha anche tante proprietà che fanno bene al nostro corpo. Conosciuto come pianta medicinale già dall’antichità, ha proprietà digestive e diuretiche quindi molto indicato se fate una dieta depurativa. Fa bene al fegato ed è ricco di vitamina C, ma anche di ferro e potassio. Con tutte le parti della pianta, fiori, foglie e radici, vengono spesso preparati tisane, infusi e decotti.

Le radici di tarassaco e cicoria macinate possono essere usate per realizzare una bevanda dal gusto amaro. Se ne ricorderanno di certo molti nonni, era quel che si beveva in montagna e nelle campagne come sostituto del caffè.

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Le Settimane del dente di leone

Da ormai più di 20 anni in Alta Val di Non si organizza la rassegna gastronomica Settimane del dente di leone, tutta dedicata al tarassaco, per esaltarne le proprietà e riscoprirne i sapori che fanno parte della tradizione trentina. In questa zona della Val di Non verso il confine con l’Alto Adige, in primavera i prati che si riempiono di dentinchàgn, colorandosi di un giallo vivo, sono un vero spettacolo!

L’evento, tra aprile e maggio, prevede molte attività legate a questo fiore, come conferenze, workshop ed escursioni guidate. Inoltre diversi ristoranti della zona propongono dei menù interamente a base di tarassaco, con ricette tipiche ma anche piatti dagli abbinamenti ricercati e azzardati, assolutamente da provare per chi ama il sapore amaro e un po’ speziato del dente di leone.

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Credits: per l’immagine di copertina (Romeno) Caterina Zini, per la prima immagine del testo Ylenia Abram, per la seconda immagine del testo Denise Bonvicin, per la terza e quarta immagine I Love Val di Non, per la quinta immagine Giulia Graiff.

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